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Tipico interno di ristorante in stile neo-marocchino. A Nador.
Squallore e freddezza. In Marocco va attualmente di moda un preciso stile architettonico e di arredamento che va sotto il nome di stile neo-marocchino. E’ molto diffuso, è diventato egemone: i nuovi quartieri sono fatti in quello stile ed gli alberghi, ristoranti, negozi sono fatti ed arredati in quel modo. Ebbene, è uno stile freddo, poco accogliente, scostante, disumano. Difficile spiegare questo punto ma se si capita in un salone marocchino moderno si ha immediatamente la voglia di andarsene. Spazi grandi, colori chiari, luce fredda e fastidiosa, mancanza di elementi di adorno, muri nudi, estrema freddezza e carenza di vita. Gli stessi negozi moderni, pur se espongono merci di pregio, sono di scoraggiante squallore. Il cliente, il visitatore si trova inerme sotto quelle luci freddissime, quella mancanza di accoglienza: mbra sempre di essere sotto interrogatorio.
Diametralmente opposti, ma non per questo più gradevoli, sono i villaggi tradizionali: immersi in un disordine ed una sporcizia ingiustificata. Non si tratta affatto di povertà, ma proprio di indifferenza al luogo dove si vive. Eppure l’agricoltura vi è anche ricca e le case non sono poverissime. Ma non viene data nessuno cura agli spazi comuni; si butta ciò di cui non si ha più bisogno fuori dalla porta e li resterà fino alla sua naturale consunzione. Sono invece completamente differenti i villaggi berberi, benchè siano molto più poveri. La differenza si riconosce da lontano: grande pulizia, ordine, cura ed attenzione delle case e degli spazi comuni. Sono villaggi che infondono serenità, tanto quelli arabi danno tristezza.
Tristezza generalizzata. I marocchini non sono molto diversi dai noi
Artigianato scoraggiante. I marocchini sono degli eccellenti artigiani del cuoio, dei metalli, della ceramica. Se ne vedono molti al lavoro, con abilità e grande velocità di esecuzione. Ma non hanno capacità di rinnovamento. Sono rigidi come deve essere la loro cultura autoritaria e repressiva. Potrebbero fare meraviglie con quei materiali e con la loro capacità, ma invece si ostinano a fare sempre gli stessi oggetti. Si tratta delle famose “marocchinerie” che vengono ripette uguali da qualche secolo. Sono oggetti che furono belli ed “esotici” molti decenni fa ma che ormai sono venuti a noia a tutti. Ho visto delle bellissime lampade al mercato di Fez, molto innovative. Ho chiesto quanto costassero, mi piacevano. Mi risposero che era un ordine di un architetto straniero e che non rientravano nella loro produzione normale. Incredibile! Hanno in mano dei bellissimi oggetti che potrebbero copiare e li abbandonano! La fattura dei piccoli oggetti è spesso assai tirata via, tanto è roba per turisti. Unica eccezione: ciò che si trova al mercato artigianale di Rabat la cui clientela non è turistica, ma piuttosto degli addetti delle ambasciate. Oggetti molto belli, molto curati e molto cari. In un negozio di cuoio, a Fez, sopra le concerie, ho trovato, casualmente, una stanza con delle vecchie borse; fogge di decenni fa, molto belle. Borse mai vendute, coperte da uno strato di sudiciume, abbandonate lì. Ripulite si potrebbero vendere care, in quanto vintage. Ma quei commercianti non se ne accrogono nemmeno. Scoraggiante, mille volte scoraggiante.
I piccoli europei vi abbondano. Il Marocco percorre la strada
Poco da vedere. Non si capisce bene cosa vada a vedere il turistame in
Possono forse rivestire un pò di interesse per il turista la Medina di Fez in cui si aggroviglia la vita e certe città fortificate dell’interno che mostrano antiche architetture stupefacenti (vedi le foto di quest’articolo). Ma vanno cercate e trovate pazientemente, fuori dai circuiti turistici ovvi.
Due eccezioni importanti. Una antropologica, l’altra gastronomica.
La seconda eccezione è molto particolare. Vicino a Rabat vi è la bella foresta di querce da sughero della Mamoura. Ebbene, quella particolare varietà di quercia produce delle grossissime ghiande dal buon sapore. Fra Ottobre e Novembre vi è una grande attività di raccolta e di vendita lungo le strade che la percorrono. Le ghiande possono essere mangiate crude o come le caldarroste e sono molto buone.
Ma tutto ciò è veramente poco….