Il viaggiatore critico

Andar per terme in Ungheria

Eleganza nell’architettura delle piccole terme di Szigetvar. All’interno altre piscine ed accanto una più grande, non riscaldata, per nuotare.

Finalmente l’orribile Orban è tornato nei suoi ricoveri ed il Viaggiatore Critico si è nuovamente affacciato alla sua amata Ungheria. Per fare un esperimento che aveva promesso già molti anni fa: andare in giro nelle terme ungheresi. Lo doveva fare in bici, ma questo sarà per un’altra volta. Ora in auto, la propria, 1000 km da casa, si possono fare in una giornata ben riempita. Il pretesto del viaggio era la cura di un intensissimo mal di schiena che ha rovinato l’inverno del nostro Viaggiatore, praticamente inchiodato a casa. Ha voluto tralasciare l’incasinata Budapest e si è aggirato nelle pochissimo famose regioni meridionali ed orientali del paese. Vicino ai confini di Croazia, Serbia, Romania ed Ucraina.

Piccola spiegazione: l’Ungheria annovera centinaia e centinaia di terme con acqua calda naturale proveniente dal sottosuolo di quel piatto paese.  Qui si trova una lista di 333 terme con una utilissima cartina. Ancora più utile questo sito con molte informazioni per ogni stabilimento termale, ma senza mappa; ha la particolarità di essere solo in ungherese, ma potete mettere la traduzione automatica. Si cercano quindi i nomi delle terme sulla cartina del primo sito e poi si spulciano le informazioni sul secondo sito. E ci si costruisce un itinerario.

Grande e fondamentale spiegazione: le terme ungheresi sono completamente diverse da come sono le nostre (ad esempio Rapolano) od anche da quelle tedesche, austriache, svizzere. Per non parlare delle saune finlandesi. Come vedete il Viaggiatore Critico ha scoperto molte acque calde.

Le terme nostrali sono ambienti fighetti, tendenti ad un falso lusso un pò pacchiano (od anche quelle, terribilmente sopravvalutate, di Bucarest). Si mette l’accento sul benessere; si strizza l’occhio sulle coppiette a cui si offrono pacchetti romantici con candele, profumi, massaggi ed orari notturni in idromassaggi riservati. Si offrono un gran numero di cure estetiche per uomo e per donna. I prezzi sono abbastanza elevati ed i pacchetti più completi sono spesso scoraggianti. Quindi le piscine di acqua calda sono un pretesto per offrire altri servizi. Sono frequentate soprattuto da coppie anche abbastanza giovani, poco da famiglie o da gruppi di amici. I bar ed i ristoranti interni servono porzioni piccole e salutistiche ad alti prezzi, ammanite in ambienti elegantemente minimalisti. Tutto molto fasullo.

Le terme tedesche o austriache vanno invece nel senso di un rapporto con la natura in modo da trovare il massimo del rilassamento. Quindi naturismo (strettamente vietato il costume), molte saune con colori e musiche, esercizi di meditazione condotti da nerboruti maestri, sale oscure ricche di lettini dove riposare le stanche membra spossate da saune al limite dell’ebollizione. Ambienti ricercati, prezzi alti, molte regole da rispettare.

La via ungherese alle terme è invece del tutto diversa. Molto sviluppate durante l’epoca socialista del paese, le terme son concepite in modo che il popolo si mantenga sano e si diverta. Quindi: molte piscine, in modo da accogliere anche folle importanti; grande attenzione agli aspetti medici con presenza di personale sanitario ed ambulatori specialistici per cure termali di tipo medico; vasche con giochi d’acqua, scivoli ed altre faccende per i bambini, pur senza arrivare alla complessità dei parchi acquatici nostrani; piscine termali che non superano mai i 39 gradi per non lessare i lavoratori; molte piscine olimpioniche per nuotare anche ad alti livelli agonistici o per giocare alla pallanuoto, sport del quale l’Ungheria vanta una grande tradizione. Prezzi popolari, a volte con zone premium leggermente più care, ma mai ai nostri livelli. Pubblico avanti con l’età che cerca sollievo ai dolori articolari e famiglie con prole e gruppi di amici che fanno casino nelle piscine dove questo è ammesso. In una parola: il popolo tutto che trova nelle piscine di acqua calda il luogo dove le signore chiaccherano fitto fitto fra di loro (palesemente amiche di tutta la vita) e gli uomini giocano a scacchi nell’acqua o sbirciano le (poche) ragazzotte che si aggirano intorno. Un luogo di aggregazione e per passare il tempo. Totale libertà, atmosfera famigliare. terme di quartiere per la gente del posto.

Ma la cosa che più ha allargato il cuore al Viaggiatore Critico  è l’offerta di cibo nelle terme ungheresi. Il popolo esce dalle piscine termali e da quelle per il nuoto, stanco ed allegramente affamato. Vi è quindi grande offerta di chioschi di street food, di birra e di vino. Molto grigliato e quindi accanto alle piscine si alza un simpaticissimo fumo ricco di aromi porcini e bovini. Si mangia e si beve a prezzi modesti e con grande piacere. Pizze e schiacciate con le cipolle, piatto nazionale. Del resto vi è almeno un terzo in più di peso del popolo ungherese (almeno quello delle regioni dove sono stato) di quanto dovrebbe. Gli uomini hanno buzze monumentali, tese, tamburiche, portate con fierezza. Le donne, culi che non passano dalle porte. Ed è una festa alle terme: acqua calda, sport, mangiare e bere, libertà di mostrare distese cellulitiche senza sterili infingimenti. Una giornata alle terme ti rimette in pace di corpo e di anima.

Piscine calde interne in una delle molte terme visitate. I nomi ungheresi sono subito dimenticati. L’acqua termale è spesso nera!

Ma le sorprese e la meraviglia del visitatore straniero non sono terminate. L’Ungheria offre molto poco ai turisti locali: non c’è mare; le montagne non esistono; i borghi storici sono relativamente recenti ed assai ripetitivi, il Balaton non entusiasma. Che visitare? Ebbene, le terme sono diventate le attrazioni turistiche per gli ungheresi ed i popoli vicini. Intorno alle differenti terme è nato un vasto indotto turistico che offre alberghi, ristoranti e bar. Il modello è il seguente: la famiglia alloggia vicino alle terme, dove passa tutto il giorno e la sera va a cena fuori e poi fa il passeggino per prendere la birretta od il gelatino. Poco, direte voi? Chi si accontenta, gode. Non solo. In certi stabilimenti termali minori, rimasti abbondantemente all’epoca socialista, si trova ancora ciò che doveva essere una regola, ai tempi. Accanto alle terme troviamo un campeggio il cui modestissimo prezzo comprende l’accesso alle terme. In questo modo la famigliola con prole passa 15 giorni in tenda od in roulotte in un luogo ben servito ed ombreggiato con pieno accesso alle terme. Vacanza sana ed economica. E ribadisco che le piazzole del campeggio sono normalmente vaste, ben tenute, fra gli alberi e molto gradevoli. Ben diverse da quei formicai dai prezzi esosi nei quali si sono trasformati i campeggi italiani a causa del nostro capitalismo sfrenato.

Ed aggiungo: nel resto d’Europa le terme sono piene di bagnini e sorveglianti che amano fare gli sceriffi. No alle bottiglie di vetro sul bordo piscina, no al costume, no alle ciabatte nella sauna, ma i piedi devono posare sul tuo telo, obbligo di doccia prima, durante e dopo, no agli schiamazzi, no a stare troppo tempo nell’acqua calda, no a portare cibo dall’esterno, si ad affittarti a caro prezzo accapatoi e teli della struttura, biglietto ad ore che viene controllato da un cip di cui sei fornito e che ti salassa all’uscita se hai sforato la tua fascia oraria, mille regole e trabochetti che ti fanno la vita grama e ti carpiscono soldini. Tutto il contrario dell’atmosfera di rilassamento che si dovrebbe trovare alle terme. Diversissima, invece, l’aria che si respira nelle terme ungheresi dove fai un pò quel ti pare senza che nessuno ti dica nulla o ti guardi male.

Tipicamente nelle piccole terme rurali vi è una grande piscina non riscaldata per l’estate.

Le terme ungheresi finiscono per essere un pò tutte uguali; ma si possono comunque dividere per categorie. Ci sono le piccole, rurali, di paese, di sapore ancora socialista, con poche piscine. Poi quelle intermedie, nelle cittadine, con qualche velleità di eleganza nell’architettura e magari nei giochi d’acqua. Vi sono infine le grandi terme, vere cittadelle dell’acqua calda e del benessere corporale. Il turista sceglierà l’una o l’altra secondo il proprio umore: desidera la assoluta tranquillità delle terme rurali o preferisce un pò di movimento frequentando le grandi e famose? Alternarle può essere una buona scelta. Il Viaggiatore ne ha girate sei o sette, passando un paio di giorni o tre in ognuna.  Dopo una quindicina di giorni il turista sarà probabilmente stanco di tanta acqua calda e vorrà andarsene. Ma quei quindici giorni saranno stati deliziosi.

I ristoranti ungheresi si fanno un gran vanto di avere porzioni abbondanti. Accumulano tutto in un piatto e credono che sia buono. Finiscono per essere dei grandi spezzatini con sapori molto ovvi.

Per il resto l’Ungheria, al di fuori di Budapest, non offre molto, come si sa. Dopo otto anni di Orban ho trovato gli ungheresi meno simpatici di come li avevo lasciati e già non si navigava nell’oro. Il cibo è pantagruelico ed insignificante. Ho notato, purtroppo, una certa tendenza alla truffetta: chiedi un piatto e te ne portano un altro, molto più caro. Ma se protesti ti depennano dal conto il piatto pirata. In generale i prezzi sono significativamente inferiori a quelli italiani, sia pure non di moltissimo. Da consigliare i B&B nei dintorni delle terme più grandi. Buona accoglienza famigliare, prezzi bassi e possibilità di scambi con i locals.

Sia detto per la cronaca. Il mal di schiena che ha spinto il Viaggiatore ad andare per terme in Ungheria, è passato!!