Sulla naviclella fra Belem e Macapà, attraversando tutto il delta del Rio delle Amazzoni. Il viaggio dura quasi un giorno, con tutte le soste per caricare e scaricare merci e persone. Non ci sono quasi cabine, io ne avevo presa una delle pochissime. I passeggeri, ordinatamente, tirano la loro amaca fra le barre all’uopo previste, e vi passano la notte e le lunghe ore del giorno. L’atmosfera è delle più conviviali, i ragazzi giocano, i bambini corrono, gli adulti chiaccherano. Le origini di molti dei passaggeri sono evidentemente indie e il dormire nell’amaca è un’abitudine ancestrale, ma anche chi non è indio adotta volentieri l’amaca. Per chi non la possiede, sono in vendita al porto.
La partenza da Belem. Si lasciano i grattacieli per andare nel dedalo delle isole del Delta delle Amazzoni, dove si vive in case di paglia. Le mille contraddizioni del Brasile.
Chiatte sul Rio delle Amazzoni, verso Manaus. Sul maggiore fiume del mondo vi è il traffico commericiale, ma molto meno intenso che sul Danubio.
Nel Delta, lungo i bracci di fiume sui quali passano le navi, sorgono abitazioni e villaggi che commerciano con queste. L’organizzazione sociale ed economica non è diversa da quanto succede lungo le grandi strade con i camion e i bus. Le navi a volte si fermano, ma più frequentemente rallentano un poco: da riva si accostano delle piroghe a motere od anche a remi che prendome e lasciano passaggeri e merci. Con grande disinvoltra, rapidità, precisone.
Quando ho fatto questo viaggio, l’ultimo dell’anno, si era in piena stagione dell’açai, una bacca dall’aspetto simile al mirtillo, molto apprezzata per fare dei succhi di frutta o per accompagnare il pesce fritto (accostamento che non ho capito). L’açai è un frutto spontaneo che cresce nel delta, gli abitanti lo raccolgono e lo vendono a dei commercianti fluviali che riescono a riunire delle grandi quantità di ceste: decine, spesso centinaia. Che scaricano poi sulla nave su cui stavo viaggiando. Le operazioni di carico sono lunghe, complesse, esclusivamente manuali. Più commercianti consegnano allo stesso tempo; il ponte inferiore della mia nave, completamente aperto, era dedicato allo stivaggio dei cesti, uno sopra l’altro. Immagino che i cesti vuoti vengano riportati al viaggio successivo. A me questo açai mi ha lasciato abbastanza indifferente.
Navicella del commerciante che si sta avvicinando per scaricare l’açai.
L’açai viene stivato a bordo della mia nave. Credo che le separazioni in legno delimitavano il carico dei diversi grossisti. Tutto è molto preciso ed ordinato: oliato.
Lungo i bracci del Rio delle Amazzoni si svolge una intensa vita con villaggi e frequenti trasporti. Una sorta di metropoli fluviale diffusa. Un pò come succede nel delta del Mekong in Vietnam, ma senza nessunissima strada.
Tutti hanno una barchetta, magari anche solo a remi.
Trasbordo dell’açai dalle barche alla mia nave. In questo caso le barche fornitrici sono due, accostate.Le ceste vengono lanciate con perizia e forza. Non ne ho vista nemmeno una che si sia arrovesciata.
Sull’amaca ci si avvolge in un lenzuolo e si sparisce….
Poveri villaggi inghiottiti dalla foresta più grande e più possente del mondo.
A Macapà un negozio di medicina naturale e magica.