Questa volta le casine le trovo a Goiàs Vecchio, antica capitale dell’omonimo stato, in Brasile. Un paese delizioso, intatto. Abitato da gente normale, poco turistico, ben conservato, senza leziosità e falsità, pieno di vita vera. le persone sono gentili, mi hanno visto camminare sotto il sole e mi hanno offerto spontaneamente un passaggio in auto. Si respira sicurezza, cosa rara in Brasile ed in tutto il continente. C’e’ poco da fare salvo passeggiare fra le stradine del borgo vecchio; sul selciato di pietre arrotondate molto caratteristico e ben conservato, ma assai doloroso per la pianta dei piedi, se ce l’avete sensibile.
Si può salire al vecchio Palazzo del potere, oggi trasformato in un museo molto accogliente, dove i numerosi e sfaccendati custodi vi riceveranno con piacere, a voi, raro turista straniero. Al pian terreno la grande sala della prigione, teatro di infinite sofferenze e soprusi sugli schiavi ed i poveracci, perpretati dagli infami colonizzaori.
Ancora una volta mi assale il fascino e l’orrore di questi portoghesi che si avventurarono fi
Eppure queste casine non danno l’idea della conquista penosa, dello sfruttamento bestiale degli schiavi. Sembrano serene e pacifiche: paradossi! Ma forse sta nell’anima dei portghesi.