Probabilmente il paesino più remoto della Grecia continentale, si trova sul lago Prespas, vicinissimo al punto in cui si incrociano le frontiere di Albania, Repubblica di Macedonia e Grecia. Non vi è molto: alcune massicce case, in certi casi ormai dirute, un brutto piazzale lungo il lago, un molo con delle barchette, qualche ristorante, una spiaggia sassosa. E’ in una stretta baia, per vedere l’ampiezza del lago bisogna uscire, sul lago o sulle colline intorno. Sopra il paese una chiesa circondata da un pregevolissimo boschetto di ginepri arborei, un vero monumento naturale.
Eppure dobbiamo inchinarci agli abitanti passati e presenti di Psarades. Di discendenza macedone, della stirpe di Alessandro Magno, hanno resistito alle invasione slave che inondarono la repubblica di Macedonia, (vedere qui il bisticcio del nome) imponendovi le loro lingua e baldanza; hanno resistito alla presenza ottomana conservando la religione ortodossa; hanno resistito all’estrema vicinanza degli albanesi, mantenendo la propria lingua e l’attaccamento alle radici greche. Si son pure presi l’occupazione dei fascisti italiani. Durante decenni questo paesino fu su una delle frontiere più rigide della terra, da una parte l’Albania maoista, dall’altra parte la Jugoslavia socialista, da questa la Nato. Ed in più frontiera lacustre, liquida per definizione, con il pericolo che un colpo di vento portasse la barchetta di pescatori dall’altra parte del mondo politico di quegli anni.
E a maggior ragione agli 80 abitanti di Psarades che, contro la storia, la politica e mille guerre, hanno voluto continuare ad essere dalla nostra parte, non contro qualcuno, ma a favore di quella identità che è ormai vecchia di vari millenni.
PS. Questa mia ultima frase non poteva essere di miglior augurio. Pochi mesi dopo che scrivessi questo post, a fine 2017, il paesino di Psarades è stato scelto come luogo di incontro fra Tsiparas ed il suo omologo macedone, per firmare un accordo sul nome che la Repubblica di Macedonia potrà avere, senza scalfire la suscettibilità greca. L’accordo è stato poi ratificato dai due parlamenti, è in vigore e permetterà alla Macedonia di entrare in Europa. Il documento firmato dai due Capi di Governo è stato chiamato “Accordi di Psarades (o di Prespa, dal nome del lago)”. Queste poche case hanno avuto visibilità continentale e sono diventate luogo di intendimento fra paesi in conflitto. Doppi complimenti a chi vi abita.