I marmisti di Carrara e la giornata Studi Aperti

Elias Naman e la sua Paolina Borghese.

Erano gli ultimi giorni di Agosto 2019. Faceva un caldo becco e stavo per andar via, in Tunisia. Non avevo nessuna voglia di schiodarmi dal letto con aria condizionata. Poi il dovere del Viaggiatore Critico prese il sopravvento e mi ritrovai in autostrada, con i miraggi sull’asfalto, per andare a Carrara a godermi il piacere delle Giornate “Studi Aperti” dei famosissimi marmisti di quella città. Ed ero anche abbastanza emozionato, perché non è cosa di tutti i giorni fare delle simili visite.

E fortunatamente che non si fanno tutti i giorni; non sopravvivremo a lungo. Organizzazione pessima; che certo non rende onore agli stupendi artigiani.

Ho letto bene il programma sul sito ed ho capito che c’e’ una quantità di roba da vedere; quindi arrivo prestino, il primo giorno d’apertura. Approdo che son le 14h30 di un venerdì infuocato. Vien voglia di piangere, dal caldo. M son portato anche spazzolino e camicia in più, nel caso la cosa sia assolutamente meravigliosa e che valga la pena passare la notte a Carrara per continuare la visita il giorno dopo (per dire come ero pieno di buona volontà).

Parcheggio dove mi dicono di parcheggiare. Il sito web della manifestazione fa assolutamente cacare. Ci sarebbe una cartina con i pallini degli Studi Aperti, ma non è interattiva e quindi vedi i pallini, ma non sai dove sei tu. In poche parole non serve a nulla, anche perché sul cellulare è troppo piccola per essere comprensibile e non è zoomabile. Bisogna quindi cercare la cartina fisica. Che il sito promette essere disponibile in un certo studio in via Elisa, vicinissimo al mio parcheggio. Smadonno un po’ e trovo via Elisa e lo Studio che invece di essere aperto è del tutto chiuso. Parcheggiando avevo intravisto un ufficio di informazioni turistiche. Ci vado, certo di trovare tutto ciò di cui ho bisogno. Scopro sbigottito che questo ufficio turistico è aperto solo la mattina del lunedì: il resto del lunedì e tutti gli altri 6 giorni è chiuso (vedi foto). Un ufficio turistico che apre 4 ore a settimana??

A Carrara l’ufficio informazioni turistiche è aperto 4 ore a settimana.

Non c’e’ nessuno per la strada. Trovo una signora che. alla mia domanda, telefona al figlio. In due non sanno nulla, ma la signora si lamenta del Comune che non sa organizzare le cose. Mi pare anche a me. Guardo sul sito dell’evento, in cerca di indicazioni e trovo, almeno, l’indirizzo dell’Organizzazione ed il numero di telefono. Penso di andare da loro a cercare la cartina che mi dirà dove sono questi Studi da visitare. Guardo meglio i contatti: presa in giro assoluta. L’indirizzo è Via di via 123, il telefono è 123456. Sono talmente affranto dal caldo che provo anche a fare quel numero di telefono prima di capire.

Smadonno ulteriormente e mi dirigo verso il centro, non sapendo cos’altro fare.

In centro trovo qualche raro passante: chiedo a questo e a quello notizie degli Studi Aperti. La gente o non sa o racconta le cose più inverosimili: uno mi dice che devo aspettare la settimana seguente per avere una mostra di macchine agricole. Lo mando in culo senza ritegno e senza rimpianto.

Finalmente trovo un barista molto gentile che mi da la cartina: sono salvo, lo ringrazio commosso; ora so dove andare a trovare gli Studi Aperti. Sulla cartina vedo che sono moltissimi, sparpagliati in tutta la città; pregusto delizie artistiche a non finire.

Il buon barista mi consiglia di cominciare dallo studio Grinberg, molto vicino. Ci vado ed ho una deliziosa conversazione con un giovane scultore non so più se mezzo svizzero o mezzo francese. Scolpisce colonne di fumo da macchine incendiate. Gongolo.

Mi consiglia di continuare con la visita dello Studio Nicoli, uno dei più antichi e famosi della città. Ma mentre mi spiega la strada arriva una famigliola che c’e’ appena stata e lo ha trovato chiuso. E con questo son già due (compreso quello di Via Elisa) gli studi ad esser chiusi nel giorno degli Studi Aperti.

Vado quindi verso il Duomo, sul cui sagrato alcuni scultori stanno lavorando, in diretta. I poveretti sono malamente protetti dal sole delle 3 del pomeriggio con dei miseri ombrelloni da spiaggia. Evidentemente il Comune non è nemmeno riuscito ad alzare un gazebo, per degli artisti che danno lustro alla città ed all’evento. Micragnosi.

In questo laboratorio c’e’ di tutto.

Percorro poi via Finelli. Dei 4 studi citati nella mappa che avrei dovuto trovare in questa strada, di aperti ce n’e’ solo uno, con delle simpatiche ragazze. In cambio trovo un pittore, Romeo, che, almeno lui, è aperto.

Passò un ponte e mi trovo sulla via principale di Carrara che si chiama Carriona e che deve portare su, verso le cave. Trovo facilmente una sorta di centro sociale con cinema dove mi parlano a lungo e con passione dei gravi problemi ambientali portati dalle cave di marmo, in inarrestabile espansione per fornire i mercati arabi e russi. Molto bene, ma io volevo vedere i laboratori dei marmisti.

Finalmente ne trovo uno vero ed importante. Si tratta di Elias Naman, siriano. Sta facendo una sorta di Paolina Borghese su commissione. Non usa nient’altro che martello e scalpelli. E’ gentilissimo, mi piace; gli do più volte del pazzo; ride contento, lo vorrei abbracciare.  Continuo e trovo subito una ragazza nera con delle belle cose. Comincio ad esser contento della mia giornata.

Continuo e trovo lo studio Vanelli, interessantissimo; ma non trovo lo studio Supra Lab pur citato dalla carta. Poco oltre trovo un laboratorio che pare uscito dall’800 che fa stupendi pezzi di incastro. Non mi sembra che ci sia sulla carta. Chiacchero a lungo con il tipo: qui non sono scultori, ma fanno elementi di arredamento, adorni. Ma con maestria e risultati entusiasmanti.

Riscendo la Carriona e la buona sorte mi abbandona: la mappa della manifestazione è pessima, molto imprecisa, non ci si ritrova. Mi imbatto in un piccolo gregge di tedeschi che cercano anche loro lo studio Giusti in via di Grazzano; lo cerchiamo insieme, non riusciamo a trovarlo. In cambio troviamo il bravo falegname Giacomo. Abbandono alla loro sorte il tedescume e scendo ancora sulla Carriona. Trovo lo Studio Costa, ma è chiuso, anche lui ( a dir la verità non faceva parte dell’evento Studi Aperti e quindi niente da dire). Mi avevano detto che Costa ha un robot che riproduce da sole le sculture. Gli mettono davanti un modello ed un blocco di marmo e dopo un po’ ha riprodotto perfettamente il modello. Mi sarebbe piaciuto vederlo all’opera.

Non solo sculture, ma anche elementi architettonici.

Perché comincio a capire che di scultori come il siriano Elias, che fa tutto a mano, ce ne sono pochi. Soprattutto si fanno copie da modelli in marmo o, più facilmente, in gesso. Lo scultore modella il gesso e l’artigiano, poi, copia in marmo. Hanno un curioso strumento fatto di asticelle appuntite, per riprodurre le dimensioni del modello sul blocco di marmo.

Torno quindi indietro e cerco l’interno del numero 1 di Via San Martino, dove la carta mette un sacco di pallini di Studi Aperti. E’ un calvario: rompo le palle alla metà degli abitanti di Carrara e finalmente riesco a trovarlo. Ma immaginare che fosse lì era veramente difficile. Tutti i carraresi lo sanno, ma nessun forestiero riuscirebbe a trovarlo da solo o con quella pessima cartina che hanno fatto. Ma era così difficile mettere una freccia ad indicare l’entrata? Non ci sono arrivati quei geni dell’organizzazione?

Nel frattempo si è fatto tardi ed è un vero peccato. Due Studi sono chiusi: il personale se ne è andato via prima dell’orario, tanto non veniva nessuno!! Visito la Cooperativa dove trovo uno stagista che mi commuove per la passione. Ed una signora russa che segue una sua scultura ciclopica. C’è un altro laboratorio, già immerso nella penombra. Vi si costruiscono delle sorte di enormi minareti per chissà quale sceicco.

Su Carrara incombono le cave di marmo.

Ceno con grande soddisfazione al circolo di via San Martino: pesce fritto ed abbondante vinellino fresco. 10 agli artisti, agli artigiani ed alla gente di Carrara, gentilissimi. Li ho molto disturbati con le mie domande, e mi hanno dato tutte le indicazioni che potevano. 2 agli organizzatori. Dei veri incapaci che dovrebbero vergognarsi del casino che hanno fatto. Se non sapete farlo, non fatelo.

Andate a visitare gli studi di Carrara, la gente è gentile, vi farà vedere quel che è possibile. Ma evitate le giornate degli Studi Aperti.