Le terme di Rapolano Terme

La prima piscina esterna delle Terme della Querciolaia. La più bella. Foto dal sito delle Terme.

Fa sempre molto piacere andare, d’inverno, a mettersi nell’acquiccina calduccina delle piscine delle Terme di Rapolano, a circa 25 km da Siena, verso Arezzo. Una delle innumerevoli terme della Toscana meridionale.

Vediamo come fare per rendere piacevole al massimo l’esperienza.

Che tipo di terme? A Rapolano troverete le terme per il pubblico generale, un po’ come a Budapest. Non c’e’ spazio né per nudismi come a Bad Gastein, per atmosfere tecnologiche come a Bucarest, per vezzi modaioli come all’Asmana. A Rapolano trova il loro spazio gente molto tranquilla e che si accontenta dell’acqua calda, senza altri ingredienti.

Quali terme? In effetti gli stabilimenti termali di Rapolano sono due, a tre km di distanza l’uno dall’altro. Le Terme dell’Antica Querciolaia e le Terme di San Giovanni. Le acque fanno parte dello stesso sistema idrotermale, ma sono leggermente differenti. Le prime hanno una minore quantità di carbonato di calcio disciolto, un leggero odore di zolfo in più e una temperatura leggermente inferiore. Quest’ultimo è un notevole difetto in quanto, d’inverno, nelle piscine all’aperto si può avvertire una leggera sensazione di mancanza di temperatura per raggiungere il benessere perfetto. Si può restare in acqua tutto il tempo che si vuole, ma si è perennemente in cerca del refolo di acqua più caldo del resto della piscina. Tutto ciò sembra dovuto al fatto che la portata iniziale del getto d’acqua delle Terme della Querciolaia era modesto. Si perforò più in profondità e si riuscì a trovare molto più acqua, ma, ahimè, ad una temperatura leggermente inferiore. Ovviamente, al di fuori dell’inverno, la differenza di temperatura fra le due terme è del tutto ininfluente.

I locali delle Terme di San Giovanni sono certamente migliori di quelli della Querciolaia. Più spaziosi, meglio curati, più nuovi, molti spazi relax con belle poltrone. In poche parole la Querciolaia è popolare e San Giovanni è borghese.  La gestione della Querciolaia è mista Comune/privati; l’ingresso in settimana è a 13 euro, a San Giovanni 15. La differenza del prezzo è minore della differenza dei locali. San Giovanni è privata (ma come possono essere private delle acque termali?). Accanto alle terme si ha un albergo di buon livello; e nelle terme c’e’ una parte che è riservata ai clienti dell’albergo e alla quale i clienti esterni non possono accedere. Ciò è abbastanza sgradevole.

Entrambe le terme hanno delle piscine interne. San Giovanni una sola, ottagonale con sedili immersi ed un bocca d’acqua che forma una cascata. Dalla vasca interna si accede a quelle esterne. La Querciolaia ha due vasche interne abbastanza piccole, purtroppo senza sedili nell’acqua. Un  corridoio porta ad un vano dove si lasciano gli accappatoi, si entra in acqua e si può accedere direttamente alla parte esterna.

Le piscine esterne. Sono più grandi quelle di San Giovanni, ma la prima, quella più calda è maggiormente gradevole alla Querciolaia. Entrambe hanno sedili in acqua. Oltre ci sono ancora delle piscine, ma l’acqua scende rapidamente di temperatura e sono utilizzabili solo in estate. Prati e giardini tutt’intorno, più vasti, ancora una volta, a San Giovanni. Pochi i giochi d’acqua, bella cascata nella prima piscina esterna della Querciolaia.

La vasca ottagonale interna delle Terme di San Giovanni. Il pezzo forte di queste terme. Foto dal sito delle terme di San Giovanni.

Le due terme hanno bar con ristorante, di modesto livello quello della Querciolaia, con bella vista a San Giovanni. Naturalmente sono disponibili i soliti servizi aggiuntivi di massaggi ecc, ecc.

Gravissima pecca di San Giovanni è la persistente ed inguaribile maleducazione del personale. Passano gli anni e l’ignoranza di costoro resta intatta. Veramente fastidiosa, mentre alla Querciolaia si respira aria di simpatica famiglia.

Quando andare? Da escludere, a parere del Viaggiatore Critico, tutto il periodo delle vacanze scolastiche. Le mammine di tutto il mondo vi portano la prole. Non si capisce che senso abbia andare alle terme d’estate, quando una qualsiasi piscina andrebbe ugualmente bene.

Da evitare anche il sabato e la domenica, in ogni stagione, per l’affollamento.

Da evitare anche il venerdì perché cominciano ad arrivare i pendolari del fine settimana. Inoltre in quel giorno le terme restano aperte fino all’una e vi va una fauna dai pensieri lascivi.

Restano quindi i primi 4 giorni della settimana. Meglio se piove, fa freddo, tira vento, nevica ed i lupi son discesi a valle. E’ il momento perfetto. Non c’e’ quasi nessuno ed è delizioso stare nelle piscine all’aperto, in mezzo alla nebbia, al gelo, ma nell’acqua calda. Vanno evitate anche i giorni delle feste patronali dei paesi vicini perché pare che sia abitudine diffusa di andare a festeggiare tutti alle terme.

Chi va alle terme? Vi sono due popoli distinti che si mescolano negli effluvi sulfurei. Uno è quello locale, dei dintorni, di Siena. Popolo rurale, bottegaio, paesano, a volte un po’ arricchito. Sono zone di buona disponibilità economica e di vecchia tradizione di saper vivere (Boccaccio era di queste parti) e quindi un biglietto per le terme sono in molti a poterselo permettere e a volerselo concedere. Popolo contento di star nell’acqua, le donne chiaccherano con le donne, gli uomini silenziosi con la bocca a filo dell’acqua che sguardano le eventuali figliole presenti.

Poi c’e l’altro popolo; quello forestiero. Si incrociano qua pattuglie provenienti da Roma con quelle di origine padano – milanese. In entrambi i casi sono coppie, o gruppetti di amici in pensione, che hanno deciso di visitare la Toscana, o che, addirittura, vi hanno messo su casa. Sono benestanti, professionisti, soddisfattissimi di se stessi e di esser così cool da stare nella piscina delle terme. Immancabilmente fanno la lista di tutte le terme toscane che hanno visitato facendone una classifica. Poi parlano di alberghi, B&B, borghi, ristoranti. Se la tirano tantissimo  e sembrano la guida della Lonely Planet; altrettanto inutili. Perché, in realtà non hanno capito assolutamente niente. Sono caduti nella trappola della via toscana del turismo: enogastronomia, accoglienza diffusa, borghi, campagna e cultura. In realtà non si rendono conto che la loro presenza ha completamente snaturato una regione agricola facendola diventare insopportabilmente stucchevole e leziosa. Che quel che loro credono di cercare (ed anche di trovare) è esattamente ciò che stanno distruggendo con la loro presenza.  Questo secondo tipo di popolo sborroncello ovviamente frequenta San Giovanni e disdegna la Querciolaia.

Quindi? Quindi vale molto la pena andare a Rapolano. Per il pubblico frequentante e per il personale consiglio la Querciolaia. Per i locali e per la temperatura dell’acqua San Giovanni. Per le piscine se la giocano alla pari. Il meglio è alternare le due.

Buon bagno.