Svanezia: foto

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Vita ancora da montanari a Mestia, la capitale della Svanezia. Si ritrovano atmosfere degli anni ’50 nel nord Italia, in Trentino. Anche gli stessi odori, vista la quantità di mucche in giro.
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Le case torri della Svanezia, affascinanti. Si trovano molti villaggi, percorrendo, a piedi (non ci sono strade o quasi), le diverse vallate. Macchie di case nel verde dei boschi e dei pascoli. E, in tutti i paesi le case torri, ogni famiglia aveva la sua e ci si chiudeva dentro a difesa. Un pò come a San Gimignano. Le provviste stavano permanentemente nei piani alti, mentre le persone vivevano nella casa “normale” accanto. Allì’arrivo del pericolo alcuni membri della famiglia scappavano con il bestiame verso le montagne; gli altri entravano nella casa torre, tiravano su la scala ed aspettavano gli eventi. Gli assalitori prima o poi sarebbero partiti e la vita ricominciava. 
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Bellissimi paesaggi, dolci e montani allo stesso tempo. Ormai di agricoltura se ne fa ben poca e sono rimasti solo i pascoli ed i boschi che si stanno rinfoltendo perchè non vengono più tagliati. La mancanza di strade, da un lato ha provocato una massiccia emigrazione, ma dall’altro ha isolato e preservato le valli laterali. Il turismo è una risorsa che può di nuovo attirare degli abitanti, almeno d’estate, senza alterare troppo il paesaggio.

 

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Il problema della salvaguardia architettonoica delle case torri è acuto. Molte stanno crollando.
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Uscendo dalla Svanezia per tornare verso Tiblisi si passa per la città natale di Stalin dove è conservata con cura la casa in cui nacque. C’e’ anche un museo con dei cimeli ed il treno che usava. E’ notevole che un figlio di gente umile di uno sperduto luogo di un povero e periferico paese caucasico sia diventato uno degli uomini più importanti del ‘900. I georgiani, pur ormai lontani dal socialismo, mantengono l’orgoglio di questo loro figlio. 

Tiblisi

IMG_20150826_151252Il Viaggiatore Critico non è certo che Tiblisi valga il viaggio. Ci ha passato qualche giorno prima e dopo il suo straordinario viaggio in Svanezia e ne è rimasto abbastanza colpito. Certo è un mondo ben interessante e complesso: crocevia e snodo di più mondi differenti, propaggine cristiana verso l’Islam. L’Armenia fu il primo paese a divenire cristiano, seguito dalla Georgia. Terra di guerrieri, mercanti e gente che dovette esser parecchio furba per non farsi schiacciare dai turchi o dai russi o dai persiani o dagli orientali.

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Un bell’esempio di tolleranza.

Terra anche ricca per i traffici o, in epoca sovietica, per esser stato l’unico paese dell’URSS produttore di vino e di frutta di tipo mediterraneo.

E in effetti Tiblisi è una città importante nei quartieri centrali, con viali, grandi costruzioni, una bella metropolitana. Nel centro vecchio sembra più mediorientale, con strade contorte, bazar, vecchie chiese. Sono bellissime certe foto antiche in cui la città sembra un vero e proprio mercato turco, affascinante. E infine vi è una zona, dietro il centro, dove ci sono le terme, naturali, ed allora sembra proprio di essere ad Istanbul.

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Il georgiano ha un suo alfabeto.

Sicurezza apparentemente totale, persone gentili, prezzi bassi. Solo un po’ di attenzione al solito vizio di salassare i turisti quando possibile. Una capatina senza troppo impegno vi può essere ragionevolmente fatta.

E’ invece un po’ deludente il vino georgiano. Le alcune prove fatte non hanno dato risultato degno di nota, con la sola eccezione del vino fermentato in anfora, che è anche presidio di Slow Food.

IMG_20150117_235944Se siete in zona vi consiglio, invece, la visita a Gori al Museo, con annessa casa natale, di Stalin. E’ un bel pezzo di storia.