E’ il momento di andare a Cap Haitien

Questa città è un bel gioiellino, di eccellente bigiotteria, ridotto in cattivo stato, ma di grande  interesse. Haiti è uno Stato in assoluto sfacelo, da sempre e senza speranza di uscire da una miseria incattivita e pericolosa. Ma non per questo, (o forse proprio per questo) non offre al turista coraggioso degli aspetti di enorme interesse, difficili da trovare altrove. Cap Haitien è uno di questi aspetti: quasi vergine, con pochissimi visitatori (soprattutto stranieri residenti nel paese per scopi umanitari), ma ricchissimo di spunti per il viaggiatore accorto, esperto, interessato più al fatto umano che alla spiaggia. Cap Haitien è la seconda città di Haiti, facilmente raggiungibile in bus da Santo Domingo, la capitale della della Repubblica Dominicana  o da Santiago de los Caballeros. Ma anche dalla caotica capitale di Haiti, Port au Prince.

Cap Haitien conserva un bel centro storico fatto da strette strade su cui si affaccia una ricchissima collezione di case in tardo stile coloniale francese. E’ un centro profondamente vissuto, come si suol dire con cinismo, che si regge in piedi con difficoltà: non c’e’ niente di restaurato, rileccato, fasullo. Non siamo certo nell’esangue Europa. Le vecchie case coloniali sono ancora abitate dal popolo vero, che tira avanti con molte difficoltà e cerca di mantenere una parvenza di dignità alle proprie dimore. Tale patina di vita vera accresce il fascino di questa architettura così particolare nel suo amalgamare smanie aristocratiche dei coloni francesi e vita dei colonizzati caraibici. Anzi, la vita tropicale si è ormai impossessata da molto tempo dell’architettura coloniale dandogli un nuovo sapore che il colono francese avrebbe certamente disprezzato.  Ed in questi richiami contrapposti fra un passato forestiero e ricco ed un presente locale e povero che nasce il languido fascino del centro di Cap Haitien. Un luogo che sarebbe piaciuto all’autore di Tristi tropici.

Come gli sarebbe piaciuto il lungomare, molto mal ridotto, che corre lungo una spiaggia ciottolosa di incredibile sporcizia. Ma ospita due o tre gradevoli bar dove frescheggiare al tramonto.

Oltre al centro si sviluppa un quartiere commerciale, lungo la via che porta verso la Repubblica Dominicana. In queste strade si raggiunge il massimo orgasmo possibile del casino del traffico fra motociclettine cinesi, pick-up sconquassati e sorte di Api trasformati in bus; un pulsare di vita che dovrebbe far riflettere gli europei sul suo senso.

Ma a Cap Haitien non mancano gli angoli mistici, subito accanto al casino dei commerci: un cimitero dove si possono trovare cerimonie e sacrifici voudou, anche in pieno giorno. Stare attenti quando ci si avvicina; in certi casi si potrebbe essere non essere ben accetti (quindi bisogna andarsene; se invece non ti dicono nulla si può stare ad osservare la cerimonia). Si accendono piccoli fuochi, si sgozzano galli, si soffia alcool; in poche parole ci si intrattiene con i morti utilizzando quel che si ritiene essere il loro linguaggio.

Oltre Cap Haitien ci sono alcune spiagge abbastanza belle, a pochi km di una strada un pò in costruzione, un pò ancora in uno stato tremendo. Purtroppo la più bella è stata cialtronescamente privatizzata da Caribbean Cruise, le cui navi da crociera vi sbarcano migliaia di turisti una volta a settimana. Il resto del tempo è desolatamente vuota, circondata da inferriate che nemmeno Fort Knox. Nessuno vi accede, e siamo ai Caraibi, dove tutto è, in teoria, accessibile, basta convincere il guardiano. Qui non ci sono riuscito, anche offrendo una discreta mancia.

A una ventina di km dalla città vale la pena di visitare le assurde rovine, in un quadro naturale incantevole, del palazzo di Re Christophe di Haiti Nord, degli inizi del 1800. Folle ex schiavo che volle costruire la sua Versailles, senza terminarla mai. Ad ulteriori 7 chilometri questo re nero fece costruire una Fortezza. La strada è assolutamente impervia e ci si arriva o in moto o a cavallo o a piedi (da non dimenticare che siamo sotto il sole tropicale, io non ci ho nemmeno provato).

Ma soprattutto a Cap Haitien vi è l’affascinante Haiti!