Comacchio

Una mezza giornata a Comacchio è cosa gradevolissima e proficua per l’animo, la mente ed il gusto. Il centro storico è piccolo, raccolto, calmo e sorprendente. E’ fatto di canali e ponti, come a Venezia e a Chioggia, ma è tutto più ampio, tranquillo, meno frequentato. Sembra un pò disabitato, quasi abbandonato. E’ tutto raccolto in poche decine di metri, che ho percorso più e più volte, incantato dall’atmosfera.

Il ponte iniziale, su tre diversi corsi d’acqua è famoso, geniale e curiosissimo; introduce alla città.

Vi è un interessante Museo della Nave Romana che espone il carico di una imbarcazione trovata vicino alla città, in attesa della fine del pluridecennale restauro della nave stessa. Dal Marzo 2017 questo museo è stato accorpato con quello sull’archeologia del Delta Padano.

Ravioli alle seppie. Sublimi.

E’ poi affascinante la grande laguna delle Valli di Comacchio, circondata da un parte da una strada asfaltata, ma dall’altra da una serie di strade bianche che è emozionante percorrere in bicicletta, in solitudine. I locali consigliano di farlo molto presto la mattina, quando la natura è ancora fresca. Qua morì Anita Garibaldi.

Ho mangiato in una trattoria consigliata dalla guida di Slow Food. Da Vasco e Giulia, dove ho cercato inutilmente di sposare la cuoca.

Da Comacchio si può andare verso l’inferno della Riviera Romagnola o verso il paradiso del Delta del Po.