Budapest

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La profondissima metropolitana, concepita anche come rifugio antiatomico.

Bella, importante anche se pesante ed un po’ tetra, Budapest merita diversi giorni. Il Viaggiatore Critico non è una guida, vuole solo interpretare i luoghi. Si limiterà quindi a consigliare i luoghi più meritevoli e quelli da evitare.

– Buda, la parte alta va visitata di notte, arrivandoci con il bus a cremagliera o a piedi. Evitare la folla fastidiosa della giornata. Bei ristorantini, un po’ carucci alcuni, addirittura esosi altri.
– Inutile la visita alla cittadella.- Inevitabili le terme: Szechenyi e Gellert. Sono grandi, famose, molto frequentate da turisti e da residenti. Forse più i primi dei secondi, e ciò sciupa un pò l’atmosfera; molto mondana, a differenza delle piccole terme di paese (qui la lista più o meno completa delle mille terme del paese).
– Nella piazza del Gellert vi è una gradevole enoteca dove si possono assaggiare un gran numero di vini ungheresi. Non economica e lentissimi nel servizio.
– Prendere il tempo di andare al non vicino quartiere di Obuda a vedere la deliziosa piazza ed il sorprendente museo di Vasarely, importante pittore ungherese, ma vissuto in Francia, conosciuto per i suoi giochi di forme e per gli effetti tridimensionali delle sue tele. In piazza ci sono un paio di ristoranti “da cerimonia” più per i locali che per i pochi turisti che capitano da queste parti; piatti tradizionalissimi e servizio professionale.
– Il mercato centrale coperto è una bella struttura e ci sono molti banchi ancora “veri”. Al piano di sopra una galleria con variopintissimi chioschi di cibo: turisticissimo. ma anche bellino da fare, per una volta.- Evitare il paio di strade che è il centro moderno, squallidissimo.
– Da frequentare la vita notturna, assai intensa. Io comincerei da Via (Utca) Nagymezo dove si trova soprattutto un bellissimo pub nelle rovine, curiosa caratteristica di Budapest. Ve ne sono diversi: si tratta di interi palazzi abbandonati che vengono trasformati in giganteschi locali, ognuno con varie barre e un dedalo di stanze su più piani. Il tutto in stile “occupazione”, ma con intenti del tutto lucrativi. Frequentati ovviamente da giovani progressisti; bella atmosfera e ci si può conoscere, in inglese, della gente. Carini anche i dintorni064 di Piazza (Ter) Liszt Ferenc. Da evitare i dintorni della Basilica di Santo Stefano.
– E’ necessario passeggiare un po’ sul Danubio ed attraversare a piedi qualche ponte. E’ pur sempre un fiume magico che arriva fino al Mar Nero.
– Scenografico il museo di arte contemporanea, anche se non contiene troppo grandi cose.

Il famoso palazzo del Parlamento è molto visitato ma non credo che ne valga la pena. Ma di notte, dall’altra riva del Danubio, la sua fortssima illuminazione è certamente accattivante e regala qualche bella foto. Peccato che come simbolo della democrazia, nella attuale semidittatoriale Ungheria, abbia perso molto.

In una visita dormii, con grande ed infantile soddisfazione, in una vecchia chiatta da crociere, ormai destinata ad hotel perennemente ancorato poco fuori del centro. Ero felice di dormire nel Danubio e non solo sul Danubio.

Per i più porcelloni dirò che Budapest è la Hollywood del cinema porno. La bellezza e la spigliatezza delle sue donne, l’eccellente livello tecnico del cinema ungherese, i costi bassi delle realizzazione, fanno sì che gli studios specializzati in queste produzioni siano numerosi. Non se se vi sia un turismo legato a ciò.

Budapest si gira molto bene in bicicletta. In una mia visita ci andai in macchina caricandovi le biciclette. Parcheggiammo all’arrivo e girammo tutto il tempo esclusivamente in bici. Ci sono molte piste pedonali e gli automobilisti sono rispettosi. Lungo il Danubio ci sono anche lunghi tratti solo per bici. Un grande piacere ed una grande comodità. La città è anche facile da comprendere nelle arterie principali.

 

Le terme ungheresi

062La particolarità gradevolissima dell’Ungheria sono le terme. Sono tantissime, ovunque e molto molto consigliabili (qui la loro lunghissima lista). Sono terme vere; non hanno niente a che vedere con quei patetici concentrati di vuota boria, insulsa ed esangue, che sono le cosiddette terme in Italia (ma anche altrove). Luoghi, spesso, anche ambigui. E nemmeno con quelle, a nudismo forzato, di tipo tedesco.

Le terme ungheresi sono una miscela fra le antiche terme romane ed il parco dei divertimenti per famiglie. Sono sempre pulitissime, accoglienti, gradevoli, ben organizzate, sicure per i beni lasciati allo spogliatoio, fornite dei vari servizi aggiuntivi necessari come bar e ristoranti, massaggi e cure mediche. E sono sempre ricche di acqua tiepida, calda, a volte caldissima, miracolo del sottosuolo ungherese. Tutte le terme ungheresi, infatti, sono naturali: l’acqua sgorga calda o caldissima dalle profondità telluriche. I prezzi non sono popolarissimi, secondo il livello di vita unghrese, ma rispetto ai servizi offerti e confrontati con i prezzi delle terme italiane, sono assai moderati. E’ una vera gioia andarci, fa bene al corpo e allo spirito.

Le stupefacenti terme di Szechenyi a Budapest    Foto di Andorka (Opera propria), Wikimedia Commons

Sono spesso assai vaste, ricche di molte e diverse piscine, di varie temperature e di varia destinazione: ci sono giochi d’acqua come scivoli e correnti fortissime che vi travolgono, ci sono piscine di rilassamento e meditazione; zone per sedersi a conversare con amici e sconosciuti (ma in che lingua?). Non mancano saune e bagni turchi e vasti spazi all’aperto durante l’estate o all’interno durante l’inverno, per sdraiarsi, riposarsi, leggere, fare un sonnellino. Una vera festa per rilassarsi. Se ne esce lessi, stanchi e felici. Dal momento che l’acqua è naturalmente calda, molte piscine all’aperto funzionano anche d’inverno, con la neve e fra la nebbia.

Vi è sempre e comunque un’aria famigliare, composta ma amichevole; alla buona, ma degnissima e rassicurante. Se volete un po’ nazional-popolare, ma nel miglior senso della parola. Giovani e vecchi mescolati, senza esibizionismi degli uni o vergogne degli altri. Un ritrovo di paese, più che uno sfoggio di fisici tirati. I vecchietti vanno a giocare a scacchi nell’acqua. Il personale è numeroso, robusto e un po’ burbero, come si addice ai forti. Anche nelle terme più lontane dai flussi turistici è sempre possibile capirsi, in qualche modo.

La cosa più stupefacente è la loro frequenza: ce ne sono moltissime, anche in centri minori dove non troverete mai un turista straniero. E, forse, queste terme minori, periferiche, sono le più vere e le più piacevoli. Ed è una bellissima idea andare in giro in macchina, quasi a casaccio, e visitare, una dopo l’altra, giorno dopo giorno, diverse terme in diversi paesotti in mezzo alla dolce campagna. E dopo le terme calde, una cena con gli enormi piatti della cucina ungherese. Finirete la vostra vacanza grassi e rosei come dei maialini, e felici!

Le terme più grandi sono a volte divise in due settori: una per le famiglie ed un’altra, più cara, per gli adulti, più tranquilla e meglio curata. Ovunque (con l’eccezione di alcune terme a Budapest) sessi mescolati ed ovunque uso del costume, non pensate nemmeno lontanamente a togliervelo.

Le terme più curiose sono quelle di Heviz, vicino al lago Balaton,  dove vi è un vero e proprio laghetto, molto profondo, di acqua più o meno calda dove restare in ammollo.  E’ stata costruita un’isoletta, su palafitte, al centro del lago; sopra vi sono i locali per riposare, il bar, ecc. Sotto il pavimento, fra le palafitte, immerse, ci sono le bocche dell’acqua calda che sale dalle zone più profonde del laghetto. La gente sciaguatta lì sotto, contendendosi con civiltà i luoghi più caldi. Poi sale le scale e si sdraia a riposarsi. Tutti usano dei tubi di plastica colorata come salvagente: sarebbe impossibile nuotare a lungo in quest’acqua così calda, si rischierebbe lo svenimento.

Nel paese circostante un gran numero di alberghi e ristoranti di tutti i tipi. Molti gli stranieri, tedeschi e austriaci, spesso di età anche avanzata. Atmosfera un pò triste, non lo consiglio troppo.

A Budapest le più famose sono quelle di Szechenyi, vicino al centro: grandi, neoclassiche, multiformi, vecchiotte, piene di fascino, di gente, di stranieri e di italiani. Meravigliosa la piscina centrale, all’aperto, d’inverno. Consigliatissima. Belle anche le terme dell’Hotel Gellert, aperte anche ai non clienti.

Quelle, molto grandi ed affollatissime di Bükfürdő, nazional-popolarissime, ma anche divertenti.

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Il Laghetto termale di Heviz pieno di bagnanti. Da Wikimedia Commens

Ma il meglio è in giro per il paese. Per orientarsi con i cartelli, sembra di capire che il termine fürdő voglia dire terme in senso generale, compreso quello sanitario. Mentre che gyógyfürdő sarebbero le terme ricreative. Purtroppo non ho mai trovato un sito con una vera carta delle terme ungheresi. C’e’ qualcosa in tedesco,  ma non è completissimo.

Il mio consiglio è di girare da una terma all’altra, magari in bicicletta, all’inizio dell’estate. La beatitudine!

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Vicino a Bukfurdo, nella città di Szombately vi è la ricostruzione del tempio romano ad Isis.