Insospettabili frammenti di storia

La sede della “Commissione Europea del Danubio” a Sulina.

Girando per il mondo si trovano storie insospettabili. Questa riguarda un fiume e la prima Commissione Europea. Siamo nel 1856 e c’entra anche Cavour.

Si tratta della cittadina di Sulina, all’estrema estremità del Danubio, proprio alla foce del suo braccio centrale. Ci son finito perché volevo vedere come era il Delta d’inverno. L’ho trovato freddissimo e impraticabile, ma, come al solito, affascinante. A Sulina ci si arriva con una navicella da Tulcea, con tre o quattro ore di navigazione fra delle rive piuttosto insignificanti, almeno d’inverno. D’estate deve esser tutt’altra cosa. Non esiste strada, impossibile arrivarci per via terrestre.

A Sulina ho trovato, inaspettatissima, la seguente storia.

A seguito della guerra di Crimea, nel 1856 fu stabilito un trattato di Parigi che smilitarizzava ed internazionalizzava il Mar Nero, mentre il Danubio passava sotto il controllo dei Principati di Moldavia e Valacchia, i quali, solo nel 1918, alla fine della I guerra mondiale, si riunificheranno nella Romania attuale. Gli infiniti vai e vieni della storia dei Balcani.

I firmatari del trattato decisero di creare una “Commissione Europea del Danubio” che tutelasse la libertà di navigazione. Fra i belligeranti c’era anche il Regno di Sardegna che Cavour aveva voluto inserire in questo grande gioco in modo da arruffianarsi con i francesi e cercando la loro benevolenza riguardo al progetto di riunificazione dell’Italia sotto la corona dei suoi padroni Savoia.

Fu la prima volta che venne istituito un organismo che si chiamasse “Commissione Europea”. Con il garbo che contraddistingueva quei fondatori e che ancora oggi li caratterizza, Germania in testa, i membri del patto non pensarono nemmeno ad invitare il Principato di Moldavia sul cui territorio si trovava il Delta.

Le vecchie case di legno di Sulina.

La sede della Commissione fu posta a Sulina. Ogni paese membro vi inviò un delegato. Un bell’edificio fu costruito per ospitare la sede della Commissione, così come numerose palazzine residenziali per le abitazioni dei delegati e delle loro famiglie. Questi edifici sono ancora tutti lì.

Il porto di Sulina, che altro non è che il lungofiume, divenne importante. Le merci arrivavano con le chiatte che scendevano il Danubio e venivano imbarcate sulle navi che andavano ovunque nel mondo, attraverso il Mar Nero e i Dardanelli. O viceversa.

Fra delegati, agenti marittimi, uffici degli armatori, attività dei cantieri e del porto, Sulina diventò una città piena di fermento. Si costrui’ anche un faro che ormai non serve più a niente, dal momento che il Danubio è avanzato di tre o quattro chilometri.

Le nazionalità presenti, in virtù del Trattato o dei semplici interessi commerciali e marittimi, erano numerose: inglesi, francesi, italiani, tedeschi, greci, maltesi, armeni, turchi. Non mancavano gli ebrei. Ogni religione aveva la sua chiesa, ma il cimitero era uno solo, diviso in zone, secondo nazionalità e religione. Molte tombe sono ancora lì, piene di licheni ed erbacce, in un delizioso quadro decadente. Vi son sepolti anche dei familiari di Ugo Foscolo. Molti italiani della Dalmazia. Sepolti ai confini dell’Europa e mai tornati a casa.

La Commissione andò avanti fino al 1939, la II guerra spazzò via tutto. Alla fine della guerra, Sulina diventò l’armatissima frontiera fluvio-marittima della Romania e molte palazzine di stile sovietico furono costruite per ospitare militari e funzionari.

Con l’arrivo del capitalismo incomincia la rapida e profonda decadenza di Sulina, ridotta ormai ad una sorta di città fantasma. Le merci vanno ormai verso il porto di Costanza, grazie ad un canale artificiale e sono poche e piccole, le navi che passano la notte a Sulina aspettando di risalire il fiume verso Tulcea, il giorno dopo, partendo all’alba.

La spiaggia di Sulina in versione invernale.

Il turismo da qualche speranza, alcuni volenterosi organizzano bei giri nel Delta, con dei motoscafi. A due chilometri dalla città vi è una grande spiaggia che, d’estate, si riempie di turisti romani, per lo più famiglie. L’acqua è bassa e poco mossa, ma è anche assai melmosa e poco salata, così vicina alla foce del fiume. Nel paese ci sono numerose pensioncine ed affittacamere, un paio di alberghi.

Ma il grosso dei turisti internazionali che vogliono visitare il Delta fanno base a Tulcea da dove partono i tour su imbarcazioni più importanti. Anche le crociere sul Danubio si arrestano a Tulcea.

Una delle tombe degli italiani di Sulina, in questo caso della famiglia Foscolo, di Zante, come Ugo.

E Sulina con la sua storia, i suoi edifici e chiese, il suo commovente  cimitero, il suo essere il punto più orientale dell’Unione Europea, sta scomparendo. Un posto da visitare, un luogo della storia e dell’anima.