Categoria: Bici

Cadice

Anni fa il vostro Viaggiatore Critico decise di andare a vivere a Cadice. Questa decisione fu presa per tre motivi: quello immediato fu l’ennesima lite familiare; quello di base fu l’esserci passato per caso anni prima ed esserne rimasto folgorato; quello aggiuntivo fu l’aver letto la notizia che il centro di Cadice ha il maggior numero di bar per abitanti di tutta la Spagna. Ed il bar, in Spagna, è il centro del mondo, con le sue tapas.

Quindi andò a Cadice, affitto un appartamentino, comprò una bicicletta da Decatlon e visse per 100 giorni esatti in quella città. 100 perché poi si ruppe le palle e se ne andò a Montreal.

Furono 100 giorni intensi, vide e scoprì mille cose. Poté vivere faccende che aveva solo sentito dire da lontano; scoprì aspetti molto interessanti, capì una quantità di cose. Ma poi alla fine, se ne venne via … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Febbraio 24, 2020 0

Il Cammino di Santiago

Il Cammino di Santiago è certamente uno dei maggiori e più incredibili fenomeni turistici degli ultimi 30 anni in Europa. Lo sviluppo, la notorietà e i numeri che questo percorso ha raggiunto non hanno uguali.

La geografia la conosciamo tutti: oltre 750 km che vanno dalla mitica Roncisvalle sulla frontiera francese fino a Santiago de Compostela in Galizia. Tutti su percorso quasi dedicato ed abbondantemente segnalato con la famosa conchiglia del pellegrino. Altri cammini di Santiago si sono aggiunti negli ultimi decenni. La destinazione è sempre la stessa ma la partenza è dal Portogallo, dall’Andalusia, dalla Catalogna o addirittura da remoti paesi europei per arrivare a Roncisvalle.

Anche la storia è conosciuta. Pellegrinaggio famosissimo nel Medioevo era la terza destinazione religiosa dopo Roma e Gerusalemme. Occupata questa dagli arabi, Santiago divenne la seconda, forse la prima come affetto che i pellegrini gli tributavano. Andare a Santiago rappresentò per molti e … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Luglio 29, 2019 0

Everesting

Fra le mille forme di turismo vi è questa, sportiva e pazza. Si tratta di bicicletta, ma non di quelle gare/non gare che sono le Gran Fondo che muovono, solo in Italia, migliaia di ciclisti non professionisti durante tutta la bella stagione, con un giro economico impressionante. E non si tratta nemmeno del ciclo-turismo che consiste nel fare viaggi ciclistici su certi percorsi come lungo il Danubio o la Drava o mille altri, sempre più frequentati.

Questo modo di pedalare è del tutto particolare.

Si tratta di salire sull’Everest in bicicletta: da qui il nome Everesting. Siccome l’Everest rifiuta di farsi scalare in bicicletta, i cultori di questo sport scelgono una salita che piace loro, ne misurano con grande esattezza il suo dislivello (con questo strumento), dalla base di partenza al culmine di arrivo e la percorrono il numero di volte necessario affinché si raggiungano almeno gli 8848 … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Marzo 18, 2019 0

L’atmosfera delle piccole terme ungheresi

Pensionati che giocano a scacchi, nonne con i nipotini, adolescenti obese che mangiano gelati, coppie di fidanzatini impacciati, bellone sfiorite che propongono quel che resta delle loro grazie ormai invase dalle cellulite, gruppetti ciarlieri di casalinghe attempate in libera uscita.

Questa è la meravigliosa umanità che affolla i centri termali minori in Ungheria. Ne ho già parlato, ma ci ritorno sopra perchè è una faccenda che mi par troppo bella. Per un qualche strano fenomeno geologico, la piatta Ungheria ha nel sottosuolo, ad alcune centinaia di metri di profondità, dell’acqua calda; e ciò avviene quasi dappertutto. Sono fiorite, quindi, centinaia di terme, un pò allo stile degli antichi Romani, che ne costruivano ovunque andassero, ma con dispendiosi sistemi di riscaldamento a legna. In Ungheria, invece, basta fare un pozzo sufficientemente profondo per avere delle belle piscine calde.

Alcune di queste terme sono molto grandi ed importanti: sono spesso frequentate … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Giugno 21, 2018 11

Il Delta d’inverno

E sono di nuovo sulla bicicletta: cappello, guanti, numerosi strati di tute (compresi i mutandoni lunghi di lana del nonno), sugli argini, sulle strade, sui ponti di barche, sulle spiagge del Delta del Po. E ritrovo fortissime le emozioni di questa terracqua che non dovrebbe esistere. Pedalo con la pioggia, la nebbia, il vento, il freddo, la solitudine; questo posto che mi affascina senza fine.

D’inverno i campi sono lavorati in attesa del mais o del riso; il grano e i foraggi cercano di spuntare come possono. Le enormi distese sono intrise d’acqua che affiora spesso in pozze, fra il fango. La nebbiolina sfuma l’orizzonte, i lontani filari di alberi sono fantasmi; innumerevoli pennuti di svariati generi, specie e piumaggi si aggirano rimpiangendo di non aver migrato sul Nilo.

Le vecchie case sparse nei campi, lontane le une dalle altre, sono perlopiù abbandonate, in cattivo stato, erose dall’umidità, … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Marzo 1, 2018 0

Bella e dura la vita del ciclista in Sardegna

Cosa può sognare di meglio un cicloturista? Strade solitarie serpeggianti per variati paesaggi di aspra natura o di meravigliosa costa. E questo è quello che troverà in Sardegna.

Ma tanta meraviglia, mille volte consigliabile, ha il suo prezzo. Abbastanza alto.

La Sardegna è terra nervosa. Pianure poche, salite e discese tantissime. Il dislivello accumulato a fine giornata, grazie a mille salitelle, richiede gambe sicure: un continuo saliscendi.

La Sardegna è terra poco abitata ed arida: ci possono essere 20, 30 chilometri fra un paese ed un altro e non ci sono case sparse o fontanelle. Bisogna avere abbastanza acqua ed un pò di cibo con se.

La viabilità sarda non favorisce il ciclista.E’ vero che ci sono molte strade deserte, ma è anche vero che in alcuni casi non vi è una viabilità alternativa alle grandi vie di scorrimento rapido. Il ciclista si troverà quindi obbligato a percorrere assi a … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Maggio 8, 2017 1

Un curioso modo di andare in Sardegna

Vi è un terzo modo di andare in Sardegna, oltre l’aereo ed i massificanti enormi traghetti. Eccolo: una nave cargo parte da Marina di Carrara, tre volte a settimana, per andare a Cagliari.

La nave è molto grande, trasporta pochi camion:  soprattutto containers e rimorchi di camion, senza motrice. Dei trattori caricano  e scaricano i rimorchi, che poi verranno recuperati all’arrivo da altri autisti con altre motrici. Quindi gli autisti non viaggiano sulla nave.

E’ una di quelle navi con il ponte principale basso e con una alto castello di 4 o 5 piani verso poppa. Lì trovano posto la plancia di comando, gli alloggi per l’equipaggio ed i vari altri locali. Sotto ci devono stare quei colossali motori delle navi che non son mai riuscito a vedere in vita mia.

La nave è assai recente, bella, pulita, efficiente. Essenziale, non certo da crociere. La proprietà è danese, la … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Maggio 2, 2017 2

Come girare il Delta del Po.

Ci vogliono alcuni giorni. Inutile andare affrettatamente, non si capirebbe niente. Almeno tre notti bisogna dormirci. E ci vuol pazienza, perchè il turismo non è la prima preoccupazione della gente del Delta, fortunatamente.

Gli alberghi sono più frequenti all’inizio del Delta: ad Adria, Porto Viro, Rosolina; ma li sconsiglio. Se si vuole vedere il vero Delta bisogna andarci a dormire nel mezzo. Qui gli alberghi sono pochi: alcuni B&B, degli affittacamere, degli agriturismi, due ostelli.  Poche cose e poco pubblicizzate, alcune non sono nemmeno su Booking. Io consiglerei di dormire nell’isola della Gnocca, attualmente rinominata dal perbenismo veneto in Donzella. E’ centrale. Io sono stato più volte all’Hotel Bussana: nuovo, pulito, funzionale, economico.

L’ideale è spostarsi in bici, sugli argini. Ci sono 400 o 500 km da fare senza troppe ripetizioni. Tutto piano, ma con gli insidiosi strappi delle salite sugli argini, brevissime ma traditrici. Occhio al vento. … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Novembre 7, 2016 6

Il mondo del Delta del Po.

Pare incredibile, ma in fondo alla pianura padana ed al mondo industriale del nord d’Italia vi è un luogo semideserto, curiosissimo, dotato di una atmosfera rara ed affascinante. E’ un mondo molto diverso da quello al quale siamo abituati; da avvicinare con calma e pazienza. Non ci sono luoghi spettacolari, ma piuttosto, un insieme di ambienti inusuali da conoscere con rispetto. Aspetti naturalistici, agricoli, ma anche umani, tutti molto particolari.

L’attuale Delta del Po nasce il 16 settembre del 1604 alle 19. In quel momento viene aperto un canale scavato dai Veneziani (timorosi che il Po si congiungesse all’Adige e finisse nella loro laguna) che muta radicalmente il corso del fiume. Da quel momento il fango portato dall’acqua comincia a costruire quel che vediamo oggi.

Le bocche del Po sono 6 o 7 e formano fra di loro delle sorte di isole, molte delle quali, nei secoli, sono state circondate … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Novembre 7, 2016 0

La ciclovia del Danubio.

E’ probabilmente la pista ciclabile più nota al mondo. Detta in tedesco Donau-Radweg. Va dalla Germania al Mar Nero, devono essere un paio di migliaia di chilometri. Il cuore della ciclovia è il tratto da Passau (al confine fra Austria e Germania) a Vienna. Qua vi transitano più di 50.000 persone l’anno.

Il Viaggiatore Critico ha percorso circa 800 chilometri (comprese deviazioni ed errori) fra Ratisbona in Germania e Bratislava in Slovacchia. Tre paesi, due capitali, una decina di giorni, un attacco di diarrea, un piccolo ictus cerebrale dopo uno sforzo colossale. Non male. Lo sforzo colossale dovuto a un sentiero montano percorso con la bicletta sulla spalla per non aver voluto seguire la segnaletica. E di corsa, perche ero in trance agonistica. Poi una bella birra gelata.

Assolutamente da evitare il tratto tedesco: fa proprio schifo. Segnaletica scarsa, contraddittoria, fuorviante. Mancanza totale di fontanelle o di punti dove … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Maggio 9, 2016 0