Everesting

Mt. Everest from Gokyo Ri November 5, 2012.jpg
Sua maestà l’Everest. Foto di Rdevany – Wiki Commons.

Fra le mille forme di turismo vi è questa, sportiva e pazza. Si tratta di bicicletta, ma non di quelle gare/non gare che sono le Gran Fondo che muovono, solo in Italia, migliaia di ciclisti non professionisti durante tutta la bella stagione, con un giro economico impressionante. E non si tratta nemmeno del ciclo-turismo che consiste nel fare viaggi ciclistici su certi percorsi come lungo il Danubio o la Drava o mille altri, sempre più frequentati.

Questo modo di pedalare è del tutto particolare.

Si tratta di salire sull’Everest in bicicletta: da qui il nome Everesting. Siccome l’Everest rifiuta di farsi scalare in bicicletta, i cultori di questo sport scelgono una salita che piace loro, ne misurano con grande esattezza il suo dislivello (con questo strumento), dalla base di partenza al culmine di arrivo e la percorrono il numero di volte necessario affinché si raggiungano almeno gli 8848 metri di ascensione totale eguagliando così l’altezza dell’Everest.

Le regole sono poche e semplici. Qualsiasi salita va bene; una volta arrivati in cima, si deve scendere per la stessa via; la prova deve essere continua, ci si può fermare a riposare, ma non si può dormire; va fatto tutto in bicicletta, non si può né camminare, né fare la discesa in macchina; se durante la discesa c’e’ un po’ di salita questa entra a far parte dell’elevazione totale; il sistema che controlla la posizione e la velocità della bicicletta (GPS) deve essere sempre acceso.

Ecco la maglietta con la fascia grigia che solo chi ha fatto l’Everesting ha il legittimo diritto di indossare. E’ in vendtia sul sito degli Hells 500.

Una volta che si è effettuato il percorso si manda il file a quei pazzi che hanno inventato la faccenda; i quali lo controllano, lo omologano e lo pubblicano nell’apposito sito con nome del ciclista, nome del percorso, tempo impiegato, distanza percorsa, ecc.  A quel punto il ciclista può indossare una maglia con una striscia grigia orizzontale all’altezza del petto (che ti viene venduta, se vuoi).

I pazzi in questione sono un gruppo australiano, gli Hells 500 che curano il sistema, il sito, la lista dei ciclisti che son riusciti nell’impresa.

Perché si tratta di una impresa vera e propria. Almeno 8848 metri di dislivello sono una salita che mette paura, anche se spezzettata in tante più brevi salite. Il dilemma del ciclista è presto detto: è meglio scegliere una salita durissima che mi fa guadagnare molti metri di ascensione in pochi chilometri di pedalata o è meglio fare una salita più leggera, ma con la conseguenza di aumentare il numero delle ripetizioni ed i chilometri percorsi? La scelta è ardua e dipende dal propri stato fisico.

Guardando la lista degli Everesting si trovano numeri impressionanti: si va spesso oltre i 250 km percorsi e si arriva a superare le 30 ora di sforzo (senza dormire, ricordiamo). Poi. naturalmente c’e’ chi esagera ed arriva a superare anche i 10.000 metri di dislivello. Da non sottovalutare il peso psicologico di effettuare per decine di volte lo stesso percorso che deve finire per dare la nausea: credo che diventi un incubo.

La prova è  talmente dura che i tentativi riusciti fino ad ora non sono più di 3.000, in tutto il mondo. Son prove che si fanno in solitaria, ma ci vuole un supporto di persone per i rifornimenti, l’assistenza meccanica, il supporto morale, l’evacuazione medica se necessaria.

Naturalmente ci sono delle salite che sono diventate di moda per l’Everesting. Sul sito c’e’ anche uma mappa con tutti i percorsi realizzati; ognuno può scegliere quel che più gli si confà oppure crearne uno nuovo. Gli aspiranti Everesters vi andranno per fare i loro allenamenti ed infine per provare l’assalto al cielo, con la loro squadra di amici. Anche tutto ciò è turismo e del migliore!

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