Gli ultimi cannibali, Gabon.

I cannibali ci sono ancora, vanno in giro in SUV e doppiopetto. Tutto ciò succede in Gabon. L’Africa è un serbatoio infinito di storie antiche.

Il Gabon sarebbe anche una interessante meta turistica: in piena Africa centrale atlantica ha delle meravigliose foreste tropicali dense di straordinaria variabilità botanica, con esemplari assolutamente maestosi. E’ paese ricchissimo di fiumi e laghi che costellano le suddette foreste, come a Lambarenè. La costa ha infinite spiagge del tutto vergini: la zona di Fernand Vaz da sola vale il viaggio. Un paese poco popolato e pochissimo turistico fornisce grandi sensazioni a chi ci si avventura. Purtroppo caro e con pochi servizi per il viaggiatore.

Ma non sta in questo il fascino nascosto e sulfureo del Gabon. I francesi finirono di pacificarlo del tutto pochissimi anni prima dell’indipendenza; si può dire che è stato il paese che più a lingo ha resistito alla furia colonizzatrice degli europei. Il Gabon conserva nelle sue foreste un enorme patrimonio culturale ed antropologico. Vi abitano ancora dei gruppi di Pigmei con i quali è sempre piacevole scambiare quattro chiacchere. I Pigmei furono i primi abitatori, poi sopraggiunsero, per le intricate vicende della sconosciuta storia dei popoli africani, mille etnie diverse ancora vi convivono, fra molte difficoltà e conflitti. Le prime etnie che arrivarono sono di cultura matriarcale. Successivamente arrivarono i Fang, una etnia proveniente dagli attuali Cameroun e Guinea Equatoriale che occuparono tutta la parte settentrionale del paese, soppiantando i vecchi abitanti e, letteralmente, mangiandoseli.  Furono i francesi, con le loro delicate maniere a fermare l’avanzata. Perchè i Fang erano una etnia guerriera, espansionista, patriarcale, molto, molto decisa ed anche cannibalesca. Naturalmente i tempi son cambiati, i Fang non fanno più la guerra, ma i modi e le abitudini son dure a morire ed ancora persistono nel Gabon moderno. Capita di leggerene nelle conversazioni di certi gruppi gabonesi su Facebook.

bwiti 2
Si danza il Bwiti.

E qua entriamo nella vertigine dell’antropologia attuale del Gabon, nel suo mosaico di culture che si adattano al mondo moderno, pur conservando fortissime le caratteristiche ancestrali. E se gli altri popoli gabonesi impressionano per intelligenza e sensibilità ambientale (non scherzo affatto, sono maestri nelle due cose) i Fang hanno conservato l’abitudine delle società iniziatiche segrete fra uomini, come facevano prima, ai tempi dei guerrieri. Sono dei liberi gruppi, sostanzialmente separati dalle normali gerarchie dei clan e che possono assomigliare, per dare un’idea, alle nostre logge massoniche coperte.

I membri di questi gruppi si aiutano fra di loro e godono della direzione di uno stregone/maestro di cerimonie. Prima il mutuo aiuto si aveva in caso di guerra, ora lo si da nelle vicende della vita civile e politica. Infatti, i Fang puntano fortemente al potere politico, ed è naturale che in alcuni di queste società segrete si concentrino degli uomini di elevata posizione sociale, economica, politica con tendenza a conservare e ad aumentare tale rilevanza. Vi si ritrovano ministri, direttori di importanti uffici pubblici, commercianti, imprenditori. Non dimentichiamo che il Gabon è produttore di petrolio e di soldi ce ne girano tanti. Succede in queste società segrete quel che succede nelle logge massoniche da noi; ma con una forte presenza dei retaggi culturali Fang tradizionali.

I gruppi segreti organizzano cerimonie religioso-magiche. La religione più diffusa del Gabon è il Bwiti, unione sincretistica di religioni animiste e di cristianesimo, basato sul consumo della radice di una pianta (l’Iboga) che produce allucinazioni. A questa pacifica religione diffusa in tutto il paese e probabilmente originatasi in ambiente Pigmeo, i Fang hanno aggiunto i loro vecchi riti cannibalici.

Si consumano solo alcune parti del corpo: il sesso, per rinvigorire la prestanza sessuale; la lingua e le labbra per migliorare l’eloquenza; il fegato e il cuore per rendersi più coraggiosi; il cervello per l’intelligenza. Queste parti vengono tagliati in pezzetti e mescolate ad un’impasto di semi di zucca pestati. L’insieme viene avvolto in un fagotto di foglie di banano e bollito in acqua. Una volta cotto,  si scarta e si condisce con varie salse. Si tratta del cosiddetto “paquet de graines de citrouilles” assai buono e molto diffuso nella sua versione vegetariana.

I fornitori delle parti anatomiche sono dei poveri ragazzi e ragazze che vengono fatti rapire ed uccidere dal capo del gruppo. Ci fu un momento in cui il parcheggio del più grande supermercato di Libreville era chiamato “la macelleria umana” perchè i ragazzi di strada che lo frequentavano per aiutare i clienti a caricare i sacchetti della spesa e chiedere gli spiccioli, venivano attratti in macchina con dei pretesti e sparivano per sempre.

Non bisogna credere che il fenomeno sia residuale od aneddottico. Di queste pratiche la società gabonese è completamente intrisa nei suoi vertici. Vi sono prove? E vi pare che poliziotti e magistrati si mettano contro i vertici del paese, di cui i loro stessi capi fanno parte? Nell’azienda di colui che scrive venne trovato il cadavere di una donna a cui era stato asportato il pube….. Sembrava una scena da Mostro di Firenze.

L’aspetto intrigante è la totale commistione del piano ancestrale con quello moderno e del mondo rurale con quello cittadino.  Infatti lo stregone, il capo del gruppo, è spesso un oscuro contadino in un misero villaggio, che però organizza cerimonie per ministri e miliardari, nel buio delle notti tropicali, nel fitto della foresta. Cerimonie nelle quali vengono consumate le parti umane, come vengono chiamate….

In quelle cerimonie, attentamente organizzate, si rinsaldano i legami fra i partecipanti. La loro comune e profonda sottomissione al capo spirituale (più propriamente al padre spirituale) fa sì che i quelle persone diventano fratelli ed in quanto tali obbligati al mutuo aiuto ed appoggio. Se volete non è affatto diverso da quel che succede nella cerimonia della Messa dove non viene mangiata una parte di un povero ragazzo, ma addirittura di Dio. I partecipanti alla cerimonia gabonese, dopo il pranzo cannibalico si sentono più forti, più potenti e con questa rinnovata energia si gettano nelle loro attività politiche ed economiche.

Gli altri popoli gabonesi sono perfettamente al corrente della vicenda e sanno che i Fang continuano a mangiarli nello scopo di dominarli ancora di più. E di questo sono profondamente impauriti, scontenti ed infastiditi.

Può il turista penetrare tali arcani? Certamente no, ma con una buona guida potrà sentire storie che non immaginava nemmeno esistessero.

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